Il sensore di temperatura del liquido di raffreddamento ha una struttura semplice, ma esercita un'influenza significativa sull'efficienza del motore. Come funziona, a cosa serve e come verificarlo: ecco tutto quello che c'è da sapere.
Il sensore di temperatura del liquido di raffreddamento (CTS) è un componente fondamentale del sistema di gestione elettronica del motore, deputato al monitoraggio della temperatura del fluido refrigerante. Molti veicoli sono dotati di due sensori di questo tipo: il primo comanda l'indicatore sul cruscotto, mentre il secondo trasmette i dati rilevati alla centralina di controllo.

Ogni sensore di temperatura è un termistore. Si tratta, essenzialmente, di una normale resistenza racchiusa in un involucro metallico e protetta da un composto speciale con proprietà ben definite. Al variare della temperatura, il valore di resistenza cambia e viene letto dalla centralina di controllo motore (ECU).
Il CTS interviene direttamente nella gestione dell'iniezione di carburante e di altri parametri critici. In base ai valori rilevati, la centralina corregge il titolo della miscela e l'anticipo dell'accensione, oltre a controllare l'apertura del termostato a controllo elettronico e la velocità della ventola di raffreddamento (ove presenti). Naturalmente il CTS non gestisce da solo queste funzioni, ma il suo ruolo nella logica complessiva di controllo del motore è fondamentale.
In alcuni veicoli è presente un secondo sensore ausiliario. Questo informa il conducente sulla temperatura del liquido refrigerante, consentendo di rilevare tempestivamente un'anomalia ed evitare il surriscaldamento. Inoltre, questo secondo sensore è spesso responsabile dell'attivazione della ventola di raffreddamento. Se l'impianto prevede un solo sensore, questo svolge ovviamente tutte le funzioni sopra elencate.
Dove si trova il sensore di temperatura?
Il sensore di temperatura principale, che invia i dati alla centralina, si trova quasi sempre sulla testata del motore. Il sensore ausiliario, invece, è solitamente posizionato nei pressi del radiatore.

Sebbene l'esatta collocazione vari a seconda del modello di veicolo, la logica di posizionamento è simile: il sensore principale è installato all'uscita del circuito di raffreddamento del motore, mentre quello secondario si trova vicino all'uscita del radiatore. Se il veicolo dispone di un solo sensore, questo va cercato nei pressi del termostato.
Cause del malfunzionamento
Data la struttura estremamente semplice del sensore, i motivi di un eventuale guasto sono limitati.
- Danni interni. Anche se l'aspetto esterno non dà motivo di preoccupazione, il termistore può guastarsi per cause naturali, semplicemente a causa della sua età.
- Rottura dovuta a crepe nella massa isolante e conseguente ossidazione della parte interna (invisibile) dei contatti.
- Modifiche alla struttura dell'elemento termoresistivo. Il sensore funziona correttamente, ma le sue indicazioni si discostano dai valori nominali, rendendolo inutilizzabile.
- Interruzione del cablaggio verso il sensore. L'opzione più ovvia.
Segni di malfunzionamento del sensore di temperatura del liquido di raffreddamento
Di seguito sono riportati i sintomi tipici di un sensore di temperatura difettoso. Alcuni di essi possono essere causati anche da anomalie ad altri componenti, ma sono ugualmente indicativi di un problema al CTS.
- Visualizzazione errata della temperatura sul cruscotto.
- Difficoltà nell'avviamento del motore.
- Aumento del consumo di carburante.
- Surriscaldamento costante o, al contrario, sottoraffreddamento del motore.
- Algoritmo inadeguato per l'avvio della ventola di raffreddamento o malfunzionamento completo della stessa.
Questi sintomi possono essere accompagnati dall'accensione della spia "Check Engine" e/o della spia di surriscaldamento del motore. Può anche accadere che il sensore funzioni in modo errato solo all'interno di un determinato intervallo di temperatura: ad esempio, risponde correttamente a freddo, ma una volta raggiunta la temperatura di esercizio invia valori falsati (troppo alti o troppo bassi). In scenari simili, sul cruscotto potrebbe non accendersi alcuna spia di avaria. È quindi consigliabile collegare uno strumento di diagnosi OBD per verificare i parametri del sensore o ricorrere ai classici metodi di controllo con il multimetro descritti di seguito.
Come verificare il sensore
Oltre alla diagnosi elettronica tramite strumento, che potrebbe non rilevare alcune micro-anomalie del CTS, esistono metodi di controllo tradizionali e altamente affidabili.
Controllo al banco con il multimetro
Si consiglia di smontare il sensore dal motore e lasciarlo stabilizzare a una temperatura ambiente nota. È inoltre necessario identificare con precisione il codice o il modello del componente per reperire la relativa tabella dei valori di resistenza (disponibile online o nella documentazione tecnica). Impostando il multimetro sulla modalità di misurazione della resistenza (ohmmetro) con un fondo scala di 20 kOhm, si misura il valore ai terminali del sensore. Se i dati rilevati si discostano significativamente da quelli della tabella di riferimento, il CTS è da considerarsi difettoso.

Tabella di riferimento dei valori di resistenza relativa a un diffuso sensore BOSCH. Sulla destra sono indicati i codici di ricambio originali per i vari marchi (Foto: BOSCH).
Verifica della variazione di resistenza con termometro
Questo è il metodo più preciso, sebbene richieda più passaggi. Un CTS perfettamente funzionante deve rispettare i valori della tabella di riferimento lungo l'intero intervallo termico. Per questo test occorre un termometro calibrato, da inserire in un recipiente pieno d'acqua insieme al sensore. Riscaldando l'acqua lentamente e mantenendo il multimetro collegato, si confrontano costantemente i valori di resistenza rilevati con quelli teorici della tabella in base all'aumento della temperatura.
Sostanzialmente, il CTS è un componente molto semplice che si comporta come una resistenza con una curva caratteristica ben definita. Di conseguenza, qualsiasi procedura di verifica si riduce alla misurazione della resistenza in condizioni termiche differenti: non esistono altre modalità di test.
Sostituzione del sensore
Il CTS è semplicemente avvitato nella sua sede filettata; pertanto, le uniche reali difficoltà nella sostituzione possono derivare dall'accessibilità all'interno del vano motore. In teoria, chiunque abbia un minimo di manualità può svitare il vecchio componente con una chiave e montare il nuovo. Tuttavia, individuare il sensore e il relativo connettore al primo colpo non è sempre immediato. Inoltre, i manuali d'officina prevedono solitamente lo svuotamento (almeno parziale) del circuito di raffreddamento, un'operazione che può intimorire i meno esperti. Ciononostante, molti appassionati di fai-da-te riescono a sostituire il sensore senza scaricare il fluido: in questo caso, la piccola quantità di liquido che inevitabilmente fuoriesce andrà poi ripristinata nella vaschetta di espansione.
Per il resto, la procedura è lineare tanto quanto il funzionamento del componente stesso. Non è possibile fornire istruzioni univoche poiché la difficoltà principale risiede nell'individuare la posizione esatta del sensore, che varia da veicolo a veicolo. In linea di massima, basta scaricare una parte del liquido refrigerante (tramite la valvola di scarico del radiatore o aspirandolo dalla vaschetta di espansione), svitare il vecchio sensore e avvitare quello nuovo.